Iperidrosi: cos’è e come si può affrontare

È capitato a tutti, almeno una volta nella vita: ci si trova in un luogo molto caldo e affollato e si inizia a sudare, anche copiosamente. Un’altra situazione che ci porta a una improvvisa e forte sudorazione potrebbe essere scatenata da un momento di forte imbarazzo o disagio. Il tutto è abbastanza normale e frequente ma per molte persone non si tratta di un comune – per quanto fastidioso – inconveniente. Se la sudorazione è eccessiva e non necessariamente correlata a condizioni ambientali ostili o a forti emozioni, siamo di fronte a un disturbo chiamato iperidrosi, ovvero eccessiva produzione di sudore.

Come è facile immaginare, chi è colpito da iperidrosi vive in un pressoché costante stato di disagio e ciò rende le relazioni sociali molto difficili.

Vi sono diverse forme e gradi di iperidrosi.

L’individuazione della cause scatenanti è sicuramente il primo passo per agire e risolvere il problema. La sudorazione potrebbe essere infatti generalizzata, estesa a tutto il corpo, e in questo caso la sua natura può essere endocrina o legata all’assunzione di alcuni farmaci. Se invece la persona tende a sudare solo alle estremità (mani, piedi, capo) e nella zona ascellare, allora il disturbo potrebbe essere più plausibilmente correlato allo stato emozionale.

Va poi valutata anche l’intensità del fenomeno. Vi sono infatti soggetti che soffrono di forme lievi mentre per altri individui la situazione è molto più critica.

I trattamenti più adatti per eliminare o se non altro arginare il problema sono diversi e variano a seconda del tipo di iperidrosi.

Nei casi meno gravi è possibile ricorrere a iniezioni di tossina botulinica: grazie alle sue proprietà infatti, la tossina blocca temporaneamente le ghiandole sudaoripare impedendo lor di produrre eccessive quantità di sudore. Appare chiaro che, data la sua efficacia temporanea, la tossina botulinica è più indicata nei casi di blanda iperidrosi o qualora questa sia legata a fattori destinati a scomparire nel tempo (ad esempio l’assunzione di farmaci responsabili dello squilibrio endocrino).

In presenza di forte e/o generalizzata iperidrosi è necessario ricorrere a rimedi più incisivi.

Infine va valutata anche l’eventualità di agire chirurgicamente. Le tecniche chirurgiche per questo genere di problemi sono in continua evoluzione e ad oggi si tratta di operazioni mini invasive che consentono quindi tempi di recupero molto più veloci rispetto a un tempo.

Tra le tecniche più utilizzate vi è il posizionamento di clips per chiudere il nervo simpatico toracico, il posizionamento di clip e la sezione del nervo stesso o l’asportazione del ganglio.

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