La medicina estetica sorpassa la chirurgia

Chirurgia e medicina estetica paiono non conoscere crisi. Almeno a quanto emerge dai dati presentati al XVI Congresso Internazionale di Medicina Estetica di Agorà-Amiest tenutosi a Milano dal 9 all’11 ottobre scorsi.

Molti gli argomenti discussi nei tre giorni: dall’analisi delle ultime tendenze nel campo della medicina estetica, al dibattito sulle più recenti tecniche chirurgiche, senza dimenticare l’analisi delle statistiche che riguardano un settore sempre in crescita.

Infatti i numeri presentati sono estremamente positivi, soprattutto per quanto riguarda gli interventi di chirurgia plastica  e medicina estetica eseguiti (circa un milione nel 2013).

Mentre fino al 2007 si ricorreva più spesso alla chirurgia, oggi il rapporto si è invertito a favore della medicina estetica, che ha totalizzato, dal 2011 ad oggi, più dell’80% di preferenze.

Ma quali sono le richieste più diffuse?

Per quanto riguarda l’Italia, il filler di acido ialuronico e la tossina botulinica risultano tra i trattamenti preferiti per correggere piccoli difetti legati al trascorrere del tempo (rughe e perdita di tono) tanto che nel solo 2013 le richieste hanno subito un aumento che va dal 10% per la tossina all’oltre il 14% per l’acido ialuronico.

Seguono la biorivitalizzazione cutanea, l’epilazione laser medicale e i peeling cutanei.

Sebbene le donne detengano ancora il primato come clienti, sono sempre più gli uomini che si rivolgono al chirurgo estetico: si è passati infatti dal un 13% per il 2012 a un 24% nel 2013.

Ciò che preoccupa maggiormente gli italiani paiono essere, indipendente dal sesso, i segni derivanti dall’invecchiamento e dallo stress cui è sottoposta la nostra cute quotidianamente. Tra gli uomini, in particolare, la tossina botulinica è particolarmente apprezzata per riconquistare un aspetto più fresco e giovanile.

I principali trattamenti di medicina e chirurgia estetica sono eseguiti su persone tra i 35 e i 50 anni ma molti decidono di lavorare d’anticipo prevenendo gli inestetismi e ricorrendo a procedure quali,  ad esempio, la biorivitalizzazione che, tramite l’innesto di sostanze naturali, stimola la produzione di collagene ed elastina.

Da questi dati appare quindi evidente la crescente attenzione riservata da parte degli italiani alla cura del proprio aspetto ed in particolare del volto: siamo infatti il settimo paese al mondo per numero di interventi di chirurgia estetica e, visto il trend, c’è da scommettere che guadagneremo ulteriori posizioni in futuro.