Melasma: la causa delle macchie sul viso

Qualche giorno fa abbiamo anticipato l’argomento nella pagina Facebook Dr. Antonio Corezzola – Chirurgo Plastico: ecco quindi come trattare il melasma, l’iperpigmentazione della pelle che causa le comuni macchie sul viso.

Il melasma è una malattia dermatologica cronica semplice da identificare e non richiede particolari macchinari diagnostici; spesso viene messo in luce dal dermatologo, durante una semplice visita clinica.
Quello dell’iperpigmentazione è uno dei problemi maggiori, e più comuni, che riguardano la pelle, soprattutto di quella tendente al bruno. Anche se può manifestarsi in entrambi i sessi, nel 90% dei casi il melasma colpisce le donne perché geneticamente più predisposte.

La presenza del melasma si può vedere ad occhio nudo in quanto si tratta della comparsa di chiazze pigmentate, zone di tessuto di colore più scuro del normale tono della pelle che le circonda.
Le piccole aree in cui si nota l’aumento di pigmentazione presentano un colore che varia dal marrone al marrone grigiastro e si trovano soprattutto sul volto.
Il melasma quindi compare piuttosto frequentemente sulle guance, sul naso, sulla fronte, sul mento, sulla pelle che sovrasta il labbro superiore e intorno alla bocca, anche se può presentarsi in altre parti del corpo esposte spesso al sole come ad esempio il collo, il petto e le braccia.

Questa malattia dermatologica, generalmente non pericolosa, si scatena quando nella cute c’è un eccesso di melanina, il pigmento marrone che di norma dà colore alla pelle, il quale in questo caso forma dei depositi in alcune zone ben specifiche.
Anche se innocuo, il melasma può avere però un drammatico effetto sull’apparenza di una persona, soprattutto perché situato nel volto e perché si tratta di un banale inestetismo che però risulta essere molto difficile da debellare nel tempo.

Ad oggi la causa del melasma non è del tutto chiara, anche se l’esposizione al sole e i cambiamenti ormonali sembrerebbero essere particolarmente importanti nella stimolazione della sovrattivazione dei pigmenti della pelle prodotti dalle cellule.
Un temporaneo aumento delle cellule che producono la melanina, quindi, e/o della melanina stessa (il pigmento principale che determina il colore della pelle, assieme all’emoglobina e ai carotenoidi) determina la comparsa di iperpigmentazioni cutanee in alcune aree e dunque delle macchie cutanee rese ancora più scure dall’esposizione ai raggi solari senza adeguato filtro protettivo.
Il melasma può essere quindi causato dall’esposizione ai raggi UV del sole e delle lampade solari, dalle terapie ormonali, dai contraccettivi orali, dall’assunzione di alcuni farmaci, da infiammazioni della cute e dalla gravidanza. Nel caso del melasma da gravidanza si parla di cloasma gravidico.

In alcuni casi il melasma potrebbe scolorire da solo, specialmente se le macchie sono comparse durante la gravidanza o alla nascita del piccolo.
Se invece non se ne va da solo, è necessario ricorrere a trattamenti che spesso si rivelano una combinazione di terapie tra cui trattamenti laser o a luce pulsata, sedute di peeling, l’applicazione di eccellenti protezioni solari, creme depigmentanti, il divieto di irritanti cutanei ed eventualmente la regolazione degli ormoni. Durante la stagione calda è opportuno interrompere i trattamenti laser o di peeling ma si possono benissimo continuare ad usare i trattamenti topici depigmentanti.

I risultati ottenuti finora non sono definitivi né tanto meno risolutivi, purtroppo, nemmeno con l’utilizzo delle più avanzate tecnologie, ma il peeling abbinato alle creme schiarenti sembra essere piuttosto incisivo. La pigmentazione più vicina alla superficie della pelle è trattabile più facilmente mentre la pigmentazione più profonda può essere molto resistente: la resa del trattamento dipende dunque dallo strato di pelle in cui è situata l’iperpigmentazione.

Per chi è già stato colpito dal melasma, quello che è importante aggiungere al trattamento consigliato dal medico, è un occhio di riguardo verso noi stessi: seguendo dei semplici accorgimenti si possono sicuramente ridurre le manifestazioni successive. Per chi invece non ne è mai stato toccato, queste regole di base saranno sicuramente d’aiuto per prevenire l’insorgere del problema.
Vista la correlazione tra sole e melasma, è dunque molto importante non esporsi direttamente ai raggi solari o a quelli delle lampade abbronzanti; l’applicazione delle creme solari deve essere fatta tutti i giorni, durante tutto l’anno solare, ed è buona norma abituarsi a seguire anche altri metodi fotoprotettivi che aiutino a proteggere dal sole (si veda l’articolo qui pubblicato riguardante l’abbronzatura e l’invecchiamento cutaneo).
Attenzione ché l’estiva esposizione agli ultravioletti fa peggiorare il melasma e causa il suo ritorno veloce dopo i trattamenti, se la pelle non è protetta dal sole in maniera adeguata.

Noi possiamo aiutare le persone a vincere gli effetti visibili del melasma riportando la pelle ad apparire sana, luminosa e priva di pigmentazioni; il nostro obiettivo è quello di capire attraverso un primo consulto qual è l’entità e l’esatta natura del melasma di ognuno, in modo da trattarlo al meglio in base anche allo stile di vita e alle necessità di ogni singola persona, così da portare il paziente a ritrovare un incarnato omogeneo e a protrarne i risultati nel tempo. E’ impensabile trattare tutti i tipi di melasma attraverso lo stesso metodo.


Per avere maggiori informazioni o prenotare un consulto riguardo il melasma chiama il medico estetico e chirurgo plastico Dr. Antonio Corezzola presso lo studio del Poliambulatorio Medica Uno di Mestre telefonando allo 0415322957 oppure scrivigli un’email ad info@antoniocorezzola.it o ancora contattalo attraverso il form di contatto.