Risolvere definitivamente il problema delle orecchie a sventola

Le cosiddette “orecchie a sventola” sono un inestetismo molto diffuso e causato dall’eccessiva distanza tra la testa e il padiglione auricolare e dalle dimensioni grandi e/o irregolari di quest’ultimo.

Questa imperfezione si manifesta fin dai primi mesi di vita; lo sviluppo del padiglione auricolare – e quindi anche la sua sporgenza – possono dirsi completi entro il quinto anno di vita. Se quindi un bambino presenta una distanza tra processo mastoideo dell’osso temporale e padiglione superiore ai 25°-30°, ovvero la distanza angolare più comune, non è plausibile che con la crescita tale misura diminuisca. Le orecchie a sventola non rappresentano tuttavia una malformazione che incide sulla salute della persona: si tratta unicamente di un difetto estetico in quanto le persone che hanno questa caratteristica non presentano ridotte capacità uditive.

Se le bambine possono mimetizzare la forma delle orecchie coprendole con i capelli, spesso per i bambini – che abitualmente portano i capelli corti – avere le orecchie sporgenti rappresenta una grande fonte di disagio.

La chirurgia plastica consente di corregge le orecchie a sventola grazie all’intervento di otoplastica. L’otoplastica è una delle poche procedure di chirurgia estetica che è possibile effettuare anche nei bambini, comunque non prima del termine dello sviluppo dell’orecchio.

Per gli adulti l’otoplastica è un intervento che si svolge solitamente in ambulatorio e richiede un’anestesia locale. Non è previsto quindi un ricovero.

Vi sono diverse tecniche per effettuare la correzione e il chirurgo valuterà quella più idonea dopo la consueta visita preliminare e conoscitiva.

L’intervento di otoplastica più tradizionale necessita di un’incisione che viene praticata lungo una direttrice verticale, nella parte posteriore del padiglione auricolare. Attraverso tale incisione il chirurgo può rimodellare, asportando e riposizionando la cartilagine, il padiglione. Al termine del rimodellamento, l’incisione viene suturata e il paziente fasciato. La cicatrice non è visibile in quanto posizionata dietro il padiglione e comunque mimetizzata dalle naturali pieghe dell’orecchio.

Vi è poi un’altra tecnica, detta “incisionless”, che appunto non prevede alcun tipo di incisione. Questa procedura utilizza un ago per rimodellare la cartilagine: lo strumento applica infatti delle suture interne che quindi non portano alla rimozione di materiale cartilagineo, ma solo a un cambiamento della sua naturale forma. Appare quindi evidente che questo secondo tipo di procedura non è sempre applicabile, benché offra l’indubbio vantaggio di evitare incisioni e conseguenti cicatrici.

Se desideri avere maggiori informazioni, chiama il Poliambulatorio Medica Uno allo 041.5322957.