Seno florido: la mastoplastica resta l’intervento più richiesto

Simbolo di femminilità per eccellenza, il seno resta la parte del corpo verso la quale le donne concentrano maggiore attenzione.

Desiderare un seno florido non è una questione esclusivamente estetica: l’assenza di volume in questa parte del corpo o una forma delle mammelle cadente e vuota sono tutti fattori che possono causare disagi psicologici anche molto importanti. Sentirsi bene con se stessi è il primo e fondamentale passo per rapportarsi serenamente anche con gli altri.

La chirurgia e la medicina estetica hanno sviluppato, nel corso degli anni, diverse soluzioni per aiutare le donne a conquistare le forme volute, come ad esempio il lipofilling.

L’intervento a oggi più richiesto resta tuttavia la mastoplastica additiva, ovvero l’aumento del seno tramite protesi in silicone. Nonostante spesso ci si sia interrogati sulla sicurezza di certi tipi di protesi, oggi l’intervento è sicuro e ciò è confermato sia da recenti studi scientifici che dimostrano una totale assenza di correlazione tra l’utilizzo di protesi e l’insorgere di tumori, sia dalla presenza di un apposito registro delle protesi mammarie, istituito nel 2011, a ulteriore tutela delle pazienti.

La mastoplastica additiva, come qualsiasi altro intervento di chirurgia estetica, deve rispondere alle aspettative della paziente, tenendo anche in considerazione le peculiari caratteristiche fisiche di chi vi si sottopone. Nella visita specialistica, il chirurgo infatti accerta l’eventuale presenza di asimmetrie mammarie – correggibili in sede di intervento – nonché la conformazione del torace e della schiena. Solo dopo un’attenta analisi è infatti possibile pianificare un intervento i cui risultati non appaiano smaccatamente artificiosi. Da recenti sondaggi è emerso infatti che la maggior parte delle donne che vorrebbe sottoporsi a questo genere di intervento, desidera un effetto quanto più possibile naturale.

L’intervento prevede l’inserimento, tramite incisione nel solco sottomammario, della protesi prescelta in base alle considerazioni effettuate. La protesi può essere inserita dietro la ghiandola mammaria, al di sotto della fascia del muscolo pettorale  ( la cosiddetta tecnica retrofasciale) o parzialmente sotto il muscolo. Anche in questo caso la posizione viene scelta in base a diversi fattori quali la conformazione fisica, l’elasticità della pelle e la grandezza del seno.

Trattandosi di un intervento chirurgico vero e proprio, è normale che il decorso post operatorio sia più lungo rispetto ad altri trattamenti meno invasivi ( 7 -10 giorni). Tuttavia il dolore è gestibile con comuni antidolorifici e nel giro di alcune settimane è possibile riprendere gradualmente tutte le attività, incluse quelle sportive.

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